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Machine learning o IA generativa: quale serve all’azienda

Machine learning e IA generativa a confronto: differenze pratiche e come scegliere l’approccio adatto a ciascun caso d’uso aziendale.

Quando un’azienda dice di voler «usare l’IA», spesso non distingue tra tecnologie con capacità e requisiti del tutto diversi. Machine learning e IA generativa sono due rami dell’intelligenza artificiale che risolvono tipi di problemi diversi, richiedono dati diversi e hanno costi di adozione differenti.

Capire la differenza non richiede competenze tecniche. Richiede di capire quale tipo di problema ha l’azienda.

Che cos’è il machine learning in termini pratici

Il machine learning è la tecnologia che consente a un sistema di imparare a prevedere o classificare a partire da dati storici. Viene addestrato con esempi del passato per formulare previsioni sul futuro, o per classificare nuovi casi secondo gli schemi appresi.

Alcuni esempi concreti per le aziende: un modello di machine learning può prevedere quante unità di un prodotto si venderanno la settimana prossima sulla base dello storico delle vendite, della stagionalità e dei fattori esterni. Può prevedere quali clienti hanno maggiori probabilità di abbandonare nei prossimi mesi. Può rilevare se un pezzo prodotto presenta difetti sulla base dei parametri del processo di fabbricazione.

La caratteristica del machine learning è che lavora con dati strutturati (tabelle, serie storiche, immagini) e produce previsioni o classificazioni su variabili specifiche. Il sistema apprende una funzione matematica che mette in relazione gli input con l’output da prevedere.

Che cos’è l’IA generativa in termini pratici

L’IA generativa, cioè i modelli linguistici come ChatGPT, Claude o Gemini, è una tecnologia in grado di comprendere e generare testo (ma anche immagini, codice, audio) in un modo che appare ragionato e contestuale.

Alcuni esempi concreti: l’IA generativa può riassumere un contratto di 50 pagine, rispondere a domande sul catalogo prodotti dell’azienda, redigere una proposta commerciale a partire da un brief, classificare le email per tipo di richiesta o spiegare perché un processo non funziona a partire da una descrizione testuale.

La caratteristica dell’IA generativa è che lavora principalmente con il linguaggio naturale e produce risposte in linguaggio naturale. Non prevede un numero: genera testo. Non apprende dai dati propri dell’azienda (a meno che non le vengano forniti nel contesto o si usi la RAG): è già preaddestrata su enormi quantità di testo.

Il criterio di scelta: il tipo di problema

Il problema è di previsione o classificazione su dati numerici o categorici? → Machine learning

Se l’azienda vuole prevedere una quantità (vendite, consumi energetici, tempo al guasto di una macchina) o classificare un elemento in categorie (questo ordine è fraudolento? questo cliente rinnoverà?) a partire da dati storici strutturati, il machine learning è l’approccio adatto.

Il problema riguarda testi, documenti o linguaggio naturale? → IA generativa

Se l’azienda vuole automatizzare le risposte alle email, estrarre informazioni dai contratti, riassumere documenti, generare contenuti o assistere i dipendenti nelle domande sulle informazioni interne, l’IA generativa è l’approccio adatto.

Il problema riguarda immagini? → Visione artificiale (un ramo del machine learning)

Se l’azienda vuole rilevare difetti visivi nei prodotti, classificare immagini o analizzare i video delle telecamere di sicurezza o di produzione, l’approccio è la visione artificiale, che usa reti neurali profonde: tecnicamente rientra nel machine learning, ma ha caratteristiche proprie.

La complementarità: i progetti più efficaci combinano le due tecnologie

I progetti aziendali più completi usano spesso entrambe le tecnologie, con ruoli diversi:

L’IA generativa per l’interfaccia con l’utente (il dipendente o il cliente può porre domande in linguaggio naturale) e il machine learning per le previsioni sottostanti (il sistema calcola la probabilità di abbandono, le scorte ottimali o il prezzo consigliato).

Un assistente alla pianificazione che risponde a domande sulle scorte future può usare il machine learning per prevedere la domanda e l’IA generativa per consentire al responsabile acquisti di chiedere «quali referenze andranno in rottura di stock la settimana prossima se oggi non faccio nessun ordine?», invece di dover interpretare una tabella di dati.

I requisiti di dati di ciascun approccio

Machine learning. Richiede dati propri dell’azienda: lo storico del fenomeno da prevedere, in volume e con qualità sufficienti. Senza dati propri di qualità, non c’è machine learning di qualità.

IA generativa. Non richiede dati di addestramento propri (il modello è già preaddestrato). Ha bisogno del contesto pertinente per ogni attività, che si può fornire nel prompt o tramite RAG (Retrieval-Augmented Generation, che consulta i documenti aziendali prima di rispondere). Per questo l’IA generativa è molto più accessibile per le aziende che non dispongono ancora di una base di dati matura.

Domande frequenti

Un’azienda può iniziare con l’IA generativa senza disporre di dati di qualità? Sì. L’IA generativa può portare valore fin dal primo giorno sfruttando i documenti e le conoscenze di cui l’azienda già dispone (manuali, cataloghi, procedure, FAQ). Il machine learning richiede uno storico dei dati aziendali e dipende quindi di più dalla maturità dei dati.

I modelli di IA generativa possono sostituire i modelli predittivi di machine learning? Per alcune previsioni semplici, i grandi modelli linguistici possono fornire stime ragionevoli. Ma per le previsioni precise che richiedono di apprendere dai dati specifici dell’azienda (previsione della domanda, manutenzione predittiva, rilevamento delle anomalie), i modelli di machine learning addestrati sui dati propri hanno un vantaggio significativo in termini di precisione.

Il machine learning diventerà obsoleto con l’IA generativa? No. Sono tecnologie complementari, non alternative. L’IA generativa ha fatto enormi progressi negli ultimi anni, ma per i problemi di previsione quantitativa su dati strutturati i modelli di machine learning specifici restano più precisi ed efficienti dei modelli linguistici generali. La tendenza è verso l’integrazione delle due.